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Una piccola rivoluzione nella gestione del diabete

Cos’è cambiato nella versione 2

In questa versione sono state introdotte alcune piccole ma importanti modifiche, principalmente sulla base di preziosi feedback ricevuti dagli utenti della nostra app.

Dovendo aggiornare o ripristinare dati da una versione precedente di RapidCalc è opportuno ricontrollare e, se necessario, aggiornare i propri parametri di configurazione prima dell’uso.

  • Personalizzazione dei momenti della giornata: la giornata è ora ripartita in sei momenti: colazione, mattino, pranzo, pomeriggio, sera, notte. È possibile specificare l’orario di inizio di ciascun momento della giornata, che durerà poi fino all’inizio di quello successivo.
  • Rapporto insulina-carboidrati (carb ratio): quando si misurano i carboidrati in grammi, i carb ratio sono ora espressi in termini di “grammi di carboidrati coperti da 1 unità di insulina” (g/unità) e non in “unità di insulina richieste per coprire 1 porzione di carboidrati" (u/porzione). Aggiornando o ripristinando un backup da una versione precedente di RapidCalc in cui i carboidrati erano espressi in grammi, i carb ratio verranno convertiti automaticamente da u/porzione a g/unità.
  • Promemoria dosi basali: Le dosi basali possono ora essere programmate in momenti specifici della giornata con promemoria opzionali.
  • Promemoria controlli glicemici post-prandiali: è ora possibile impostare dei promemoria per i vostri controlli glicemici post-prandiali, programmandoli a determinati orari successivi ai pasti.
  • Limite massimo dose IAR sicura: la dose IAR suggerita può ora essere limitata a un valore massimo di sicurezza per uso pediatrico.
  • Statistiche aggiuntive: sono ora disponibili ulteriori dati statistici partendo dalla pagina principale delle statistiche.
  • Migliore interfaccia dei parametri di configurazione: l’interfaccia dei parametri di configurazione è stata completamente riprogettata per semplificarne l’uso.
  • Ampliamento del range glicemico: il valore glicemico massimo che si potrà inserire è stato portato a 33 mmol/L (600 mg/dL).
  • Supporto per iPhone 5: il layout delle schermate sull’iPhone 5 è stato ampliato per poter utilizzare lo schermo a tutta altezza.
  • Supporto per iOS 7: : l'applicazione è stata aggiornata in modo da poter supportare iOS 7.
  • Requisiti minimi iOS 5: l’attuale requisito minimo dell’applicazione per poter funzionare è iOS 5. Non aggiornate o cancellate la app se avete un telefono vecchio che non supporta almeno iOS 5.

Tabella di conversione rapida dei carb ratio

In RapidCalc si è scelto di esprimere i carb ratio come “unità di IAR richiesta per coprire 1 porzione di carboidrati”. Chi utilizza le pompe insuliniche, invece, esprime talvolta il carb ratio come “grammi di carboidrati coperti da 1 unità di IAR”. La tabella sottostante permette una rapida conversione di questi rapporti, in un formato che può essere inserito in RapidCalc.

Ad esempio, se 1 unità di IAR copre 12g di carboidrati e quantifichiamo le unità di carboidrati in porzioni di 10g, allora dobbiamo scendere lungo la colonna sinistra fino a 12g e poi scorrere fino alla porzione di 10g, per la quale otteniamo un valore di 0,833 unità di IAR necessarie per porzioni di 10g.

Grammi di carboidrati coperti da 1 unità di IAR Unità di IAR necessarie per coprire 1 porzione di carboidrati, per porzioni standard differenti
1g10g12g15g
1g1.00010.00012.00015.000
2g0.5005.0006.0007.500
3g0.3333.3334.0005.000
4g0.2502.5003.0003.750
5g0.2002.0002.4003.000
6g0.1671.6672.0002.500
7g0.1431.4291.7142.143
8g0.1251.2501.5001.875
9g0.1111.1111.3331.667
10g0.1001.0001.2001.500
11g0.0910.9091.0911.364
12g0.0830.8331.0001.250
13g0.0770.7690.9231.154
14g0.0710.7140.8571.071
15g0.0670.6670.8001.000
16g0.0630.6250.7500.938
17g0.0590.5880.7060.882
18g0.0560.5560.6670.833
19g0.0530.5260.6320.789
20g0.0500.5000.6000.750
21g0.0480.4760.5710.714
22g0.0450.4550.5450.682
23g0.0430.4350.5220.652
24g0.0420.4170.5000.625
25g0.0400.4000.4800.600
26g0.0380.3850.4620.577
27g0.0370.3700.4440.556
28g0.0360.3570.4290.536
29g0.0340.3450.4140.517
30g0.0330.3330.4000.500
31g0.0320.3230.3870.484
32g0.0310.3130.3750.469
33g0.0300.3030.3640.455
34g0.0290.2940.3530.441
35g0.0290.2860.3430.429
36g0.0280.2780.3330.417
37g0.0270.2700.3240.405
38g0.0260.2630.3160.395
39g0.0260.2560.3080.385
40g0.0250.2500.3000.375
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Inserimento della dose basale corretta

Le dosi di insulina basale sono fondamentali ai fini di un controllo efficace della glicemia. È estremamente importante stabilire con esattezza questi dosaggi per ridurre al minimo la necessità di adeguare continuamente le dosi di insulina ad azione rapida. Probabilmente sai bene cosa vuol dire la frase "Se quando mi sveglio la mia glicemia va bene, so che sarà una buona giornata..."

Idealmente, le dosi di insulina basale sono la prima cosa che è indispensabile impostare in modo corretto. Le dosi correttive e l'apporto di carboidrati possono essere regolati soltanto una volta stabilite le dosi basali esatte. Purtroppo, nella realtà, gli effetti delle dosi basali nonché delle dosi correttive e dell’apporto di carboidrati tendono a confondere il quadro generale, così che si rende necessario soffermarsi ad aggiustare le dosi

Ci sono molti modi diversi per calcolare e regolare le dosi di insulina basale.

È importante ricordare, tuttavia, che solo una dose di insulina basale corretta potrà essere d’aiuto, contribuendo a tenere la glicemia al valore desiderato, sia durante la notte che tra i pasti, e riducendo al contempo l’ipoglicemia al più basso valore accettabile

Un metodo consiste nel calcolare il fabbisogno di insulina basale in relazione alla Dose Totale di Insulina Giornaliera (DTG), al peso corporeo e al livello di attività. Questo è il metodo seguito da Gary Scheiner in "Think Like a Pancreas - a practical guide to managing diabetes with insulin" (edizione 2011, pubblicata da De Capo), una guida pratica alla gestione del diabete con l’insulina. Questo metodo di calcolo utilizza età, peso e livello di attività nel seguente modo:

Fabbisogno giornaliero di insulina basale (unità per kg di peso corporeo)

Livello di attività Fabbisogno di insulina basale per kg di peso corporeo in base all’età
BambiniAdolescentiAdultiAnziani
0.25 - 0.600.30 - 1.000.25 - 0.600.20 - 0.50
Moderatamente attivo0.20 - 0.500.30 - 0.750.20 - 0.500.15 - 0.40
Molto attivo0.15 - 0.400.25 - 0.600.15 - 0.400.15 - 0.40

Nella sua pubblicazione, Gary sostiene che se l’insulina basale rappresenta il 40-50% del fabbisogno totale di insulina dell'organismo e le dosi basali dovrebbero rientrare in questi range che però andrebbero modificati a seconda dell’apporto di carboidrati. Chi ha un apporto di carboidrati ridotto richiederà una proporzione maggiore di insulina basale rispetto alla DTG, mentre chi ha un apporto di carboidrati elevato richiederà una proporzione minore di insulina basale rispetto alla DTG e una proporzione maggiore in termini di dosi prandiali.

Secondo le direttive del programma DAFNE, molti adulti che soffrono di diabete di tipo 1 necessitano ogni giorno di una dose totale di insulina giornaliera compresa fra 0.5 e 0.8 unità di insulina per kg di peso corporeo, di cui circa la metà dovrebbe essere insulina basale. Tenendo presente che attualmente il programma DAFNE è consigliato soltanto per pazienti dai 18 anni in su, la maggior parte degli esperti conviene sulla dose totale di insulina giornaliera richiesta e sulla divisione fra insulina basale e insulina ad azione rapida.

Diverso l’approccio seguito da John Walsh nel suo studio "Guidelines for Optimal Bolus Calculator Settings in Adults", pubblicato sul Journal of Diabetes Science and Technology, volume 5, num. 1, gennaio 2011, che si basa semplicemente sulla dose totale di insulina giornaliera (DTG). La DTG è la somma dell’insulina basale iniettata giornalmente e della media dell’insulina ad azione rapida totale iniettata per carboidrati e fattori correttivi. Lo studio di Walsh sostiene che l’insulina basale dovrebbe essere idealmente il 48% della DTG e quest’ultima dovrebbe essere modificata in relazione alla dieta più o meno ricca di carboidrati seguita dal soggetto.

Poiché non possiamo fornire una consulenza medica riguardo alle dosi e ai metodi di titolazione da utilizzare, vi invitiamo a frequentare un corso nell’ambito del programma DAFNE e/o a leggere "Think Like a Pancreas" di cui al momento, purtroppo, non è ancora disponibile la versione in lingua italiana. Si tratta di una lettura vivamente consigliata data la sua estrema comprensibilità e la dovizia di informazioni utili riguardo all'utilizzo di insulina in tutte le situazioni possibili. Rimane comunque sempre fondamentale stabilire le vostre dosi in accordo col vostro medico, che conosce bene voi e il vostro diabete.

A livello generale, consigliamo tuttavia di iniziare con la dose basale più bassa del range suggerito, per ridurre al minimo il rischio di ipo, e di titolare la propria insulina basale partendo da quel valore a salire, fino a trovare la dose basale più adatta. Consultate sempre il medico prima di modificare le dosi da lui prescritte e seguite le sue indicazioni per quanto riguarda la titolazione.

Una volta stabilita la dose di insulina basale con il medico, dopo circa una settimana si vorrà verificare se la dose basale è quella giusta per l’organismo e per il proprio stile di vita.

Per essere corretta, una dose basale dovrebbe mantenere la glicemia abbastanza stabile per tutta la notte ed entro un range accettabile, escludendo o riducendo al minimo il rischio di abbassamento del livello di glucosio nel sangue/ipoglicemia. In "Think Like a Pancreas", l’autore sostiene che una variazione del valore glicemico di oltre 30mg/dl o 1.7mmol/L durante la notte significa che è necessario modificare l’insulina basale. Un’ipo durante la notte è indice di un calo dell’insulina basale, salvo che l'episodio sia riconducibile a qualche altro motivo chiaramente identificabile. Gary spiega poi in modo dettagliato come regolare la propria insulina basale. Secondo il programma DAFNE, questa variazione della glicemia durante la notte non dovrebbe superare 1.5 mmol/L.

Riteniamo opportuno aggiungere alcuni commenti alle suddette considerazioni:

  • Prima di misurare la glicemia prima di andare a letto, assicurarsi che la digestione sia completata e che tutta la IAR abbia agito. Si ricorda che l'insulina ad azione rapida (IAR) agisce per 5-6 ore e che gli alimenti a basso indice glicemico, come ad esempio la pasta, richiedono molto tempo per essere assimilati.
  • • Per motivi di sicurezza, ogni volta che si modifica l’insulina basale è opportuno effettuare una misurazione notturna della glicemia alle ore 03:00. Si tratta di una raccomandazione prevista dal programma DAFNE per motivi di sicurezza. È opportuno seguirla anche perché il valore glicemico prima della colazione molto probabilmente risentirà del cosiddetto “fenomeno alba”, in base a cui la glicemia aumenta via via che l’organismo diventa meno sensibile all’insulina per effetto degli ormoni che vengono secreti affinché lo stesso si prepari ad affrontare il nuovo giorno. Alcuni medici sostengono addirittura che la titolazione dell'insulina basale dovrebbe fare riferimento ai valori glicemici misurati alle 03:00 di notte.
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Calcolo delle dosi di bolo in base a carb ratio e fattore correttivo

I boli di insulina ad azione rapida (IAR) comprendono generalmente due elementi: una dose di carboidrati per coprire l’apporto di carboidrati programmato e una dose correttiva per riportare un elevato livello di glucosio nel sangue al livello target. Per stabilire la dose di carboidrati che serve si dovrà conoscere il proprio carb ratio e per stabilire la dose correttiva che serve si dovrà conoscere il proprio fattore correttivo. Seguono alcune indicazioni su come stabilire entrambi questi valori.

Carb ratio: rapporto insulina-carboidrati

Il metodo più comune per calcolare inizialmente il carb ratio consiste nel dividere per 500 la dose giornaliera totale (DTG), ottenendo così il quantitativo di carboidrati in grammi coperto da 1 unità di IAR. Questo metodo viene spesso definito come “regola del 500”.

Il risultato dovrà poi essere convertito in unità di IAR per porzione di carboidrato.

Ad esempio, se un individuo ha una DTG di 50 unità, 1 unità di IAR dovrebbe coprire 500/50 = 10 grammi di carboidrati. Se l’individuo utilizza porzioni di 15g, il rapporto sarà 1.5 unità di IAR per ogni porzione di 15g. Se l’individuo utilizza porzioni di 1g, il rapporto sarà 1/10 o 0.1 unità di IAR per grammo di carboidrati.

Va sottolineato che questi rapporti iniziali sono approssimativi, perché, come già detto, ogni individuo è diverso, inoltre non tengono conto della variazione naturale di insulino-resistenza che si verifica nell’arco della giornata. Questo fenomeno si nota prevalentemente il mattino, quando la resistenza all’insulina aumenta per effetto degli ormoni rilasciati dall’organismo.

Regolare le dosi di carboidrati: è qui che la diabetologia diventa un’arte… Va ricordato che l’insulina ad azione rapida dura circa 5/6 ore, mentre la maggior parte degli alimenti, salvo quelli a basso indice glicemico, verrà digerita e convertita in glucosio nel giro di 2 ore. Ai fini di un'esatta quantificazione delle dosi di carboidrati è opportuno eseguire le seguenti operazioni per ogni pasto della giornata:

  • Prendere in considerazione un pasto più o meno tipico, di cui si conosce il contenuto di carboidrati.
  • Assicurarsi che la propria glicemia rientri nel range previsto e che si mantenga costante (cioè che non si alzi, non si abbassasi e che non venga influenzata da attività fisica, stress, episodi di ipo recenti, ecc.).
  • Misurare la glicemia.
  • Iniettare la dose IAR attualmente calcolata per il contenuto di carboidrati conosciuto.
  • Non consumare altri cibi e non fare nulla che potrebbe influire significativamente sulla glicemia.
  • Misurare la glicemia ogni ora per le sei ore successive.

Questo esercizio permetterà di verificare se la dose selezionata riporta la vostra glicemia al valore pre-prandiale prima del pasto successivo e aiuterà a individuare il profilo IAR più adatto. Se la glicemia torna al valore pre-prandiale originale entro 5/6 ore, si sarà individuato il rapporto insulina-carboidrati per quel pasto. Generalmente, i carb ratio per i pasti dovrebbero essere gli stessi per i vari momenti della giornata, fatta eccezione per la colazione, che spesso richiede più insulina per unità di carboidrati data la maggiore insulino-resistenza in quella particolare fase della giornata. Secondo il programma DAFNE, gli adulti necessitano generalmente da 1 a 3 unità di IAR per porzione di carboidrati di 10g a colazione e da 1 a 2 unità di IAR per porzione di 10g durante gli altri pasti. Più sensibili siete all’insulina, meno insulina ad azione rapida vi servirà per coprire l’apporto di carboidrati.

Di nuovo, in termini generali, il consiglio è di iniziare con valori bassi per poi salire.

Fattore correttivo: calo glicemico per unità di insulina

Il metodo più comune consiste nell’utilizzare la “regola del 100”, in base a cui si divide la dose totale giornaliera (DTG) per 100, ottenendo così il calo glicemico in mmol/L. Per chi utilizza come unita di misura della glicemia mg/dL, il metodo è quello della “regola del 1800”.

Un esempio: se un individuo ha una DTG di 50 unità, 1 unità di IAR dovrebbe ridurre la glicemia di 100/50 = 2 mmol/L o, se si utilizza come unità di misura mg/dL, l’espressione sarebbe 1800/50 = 36 mg/dL.

Nella maggior parte degli adulti che soffrono di diabete di tipo 1, 1 unità di IAR farà abbassare la glicemia di 2-3 mmol/L (36-54 mg/dL), ma negli individui con una DTG più bassa, 1 unità di IAR comporterà cali glicemici anche maggiori. Se si utilizza la “regola del 100”, in un individuo con una DTG di 10 unità, 1 unità di IAR dovrebbe ridurre la glicemia di 10 mmol/L (180 mg/dL). I pazienti in età pediatrica tendono ad essere più sensibili all’insulina e il calo glicemico per unità di insulina può essere di molto maggiore rispetto ai range sopra riportati.

Così come il rapporto insulina-carboidrati può variare nell'arco della giornata, non c'è da stupirsi se anche i fattori correttivi si modificano, dal momento che sono in gioco le stesse variabili.

  • Assicurarsi che la propria glicemia rientri nel range previsto e che si mantenga costante (cioè che non si alzi, non si abbassasi e che non venga influenzata da attività fisica, stress, episodi di ipo recenti, cibo, insulina attiva, ecc.)
  • Misurare la glicemia e verificare se è al di sopra del valore target.
  • Iniettare la dose correttiva di IAR calcolata.
  • Non consumare altri cibi e non fare nulla che potrebbe influire significativamente sulla glicemia.
  • Misurare la glicemia ogni ora per le sei ore successive.
  • La riduzione della glicemia al proprio target glicemico in questo arco di tempo dovrebbe permettere di stabilire se la dose correttiva è esatta.

Commenti generali

Ricordarsi che non tutti i giorni sono uguali; tutti abbiamo delle “giornate no”, in cui le cose non vanno come sono sempre andate e in cui non siamo in grado di spiegare perché improvvisamente e inaspettatamente abbiamo una glicemia alta o bassa. L’obiettivo è quello di conoscere le dosi di insulina corrette il maggior numero di volte possibile e nel modo più sicuro possibile. Analizzare costantemente lo storico su RapidCalc per cercare di capire perché in questi giorni i valori glicemici non sono quelli previsti e per adottare gli opportuni accorgimenti con l’aiuto del proprio medico o educatore del diabete.

Come regola generale, se a ogni pasto si è costretti a correggere la glicemia è probabile che le dosi basali siano inesatte, che i carb ratio non siano stati stimati correttamente o che le dosi correttive siano sbagliate. L’educatore del diabete o il medico potranno aiutare a individuare le modifiche che sarà necessario introdurre

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Calcolo dell’insulina attiva

Sorprende che i produttori di pompe insuliniche adottino metodi di calcolo dell'insulina attiva anche molto diversi fra loro, con spiegazioni e risultati molto differenti. La domanda che ci si pone quindi è: qual è il migliore?

Sul sito di Clinica Diabetologica http://www.clinidiabet.com/en/infodiabetes/pumps/51.htm del Dr. Antuña de Alaiz, vengono presentati in maniera sintetica i diversi metodi; ciò che ancora non ho trovato sono le informazioni dettagliate sul calcolo dell’insulina attiva fornite dai principali produttori di pompe per insulina.

È chiaro che l’insulina attiva è di importanza decisiva per ottenere dosi corrette di insulina ad azione rapida (IAR), dal momento che spesso, nei pazienti con diabete di tipo 1, le difficoltà riguardano l’esatta quantificazione del contenuto di carboidrati di un pasto, la valutazione dell'indice glicemico delle combinazioni alimentari (e non dei singoli costituenti) nonché la stima precisa della capacità di riduzione del glucosio e la durata di azione della IAR. Ovviamente è troppo complicato cercare di risalire all’indice glicemico delle combinazioni alimentari, quindi dobbiamo limitarci a stimare il contenuto di carboidrati degli alimenti, l'attività e la durata di azione dell’insulina ad azione rapida.

Il contenuto di carboidrati è sempre un valore approssimativo, ma si ritiene che 10 grammi siano comunque un margine accettabile, privo di conseguenze significative sulla glicemia; il ché è ottimo perché semplifica abbastanza la vita. Non sempre abbiamo la possibilità di pesare il cibo o di leggere le etichette, ecco perché molti programmi per pazienti con diabete di tipo 1 utilizzano porzioni di 10, 12 e 15 grammi e forniscono agli utenti indicazioni di massima, come ad esempio: una fetta di pane, o una dimensione pari al palmo della mano corrispondono a 15 grammi. I pazienti si abituano a utilizzare questi criteri per stimare le porzioni e riescono così a valutare gli alimenti che gli vengono serviti con maggiore precisione, anche se siamo ancora ben lontani dalla perfezione. Molti pazienti commettono spesso errori nella stima dei carboidrati.

I produttori di insulina pubblicano dei buoni profili dei tempi d’azione della IAR di loro produzione. Si tratta di medie di valori spesso rilevati su persone a digiuno, quindi più sensibili all’azione dell’insulina, e con un range di dosi limitato. Inoltre, gli individui sono tutti molto diversi fra loro, sotto molteplici aspetti: funzione renale, profondità di iniezione, flusso ematico intorno al punto di iniezione, conservazione dell'insulina prima dell'iniezione, punto di iniezione (sottocutanea, intramuscolare, lipodistrofia), tecnica di iniezione, ecc., tutti fattori che influiscono sul profilo IAR. Pertanto, sottolineiamo ancora una volta l'approssimazione di alcuni dati e le differenze tra individui.

Quando abbiamo iniziato a progettare RapidCalc ci siamo posti alcuni interrogativi riguardo all’insulina attiva:

  • L’insulina attiva dovrebbe essere calcolata dalla dose totale di IAR (pasto + dose correttiva) o solo dalla dose correttiva precedente?
  • A quale velocità si esaurisce l’insulina attiva?
  • na volta calcolata, l’insulina attiva dovrebbe essere detratta dalla dose correttiva prevista per il pasto successivo
  • oroppure
  • dovrebbe essere detratta dal totale (pasto + dose correttiva) della dose successiva?

A fronte dei possibili errori nel calcolo del contenuto di carboidrati dei pasti e nella valutazione dell'indice glicemico, abbiamo deciso che per il calcolo dell’insulina attiva RapidCalc dovesse utilizzare la dose completa (pasto + correzione). Una volta inserito il valore glicemico attuale e l’apporto di carboidrati programmato, RapidCalc calcola l’insulina attiva residua dalle dosi precedenti in base al profilo di utilizzo del singolo utente, e ne sottrae il valore dalla dose totale (pasto + correzione) per arrivare alla dose suggerita.

Riteniamo che questo sia l’approccio più sicuro, in quanto tiene conto di eventuali errori nel calcolo dei carboidrati, delle differenze individuali rispetto all’uso di insulina e della durata dell’attività. Inoltre, è più probabile che eventuali errori nel dosaggio della IAR si traducano in un sottodosaggio, con minor rischio di ipoglicemia. A nostro avviso, l'insulina attiva effettiva viene quindi calcolata in modo più preciso e sicuro.

Questo approccio presenta tuttavia un problema, vale a dire, se si mangia un dessert non programmato o si fa un bis a poca distanza (1,5 – 2 ore) dalla dose IAR precedente. In una tale circostanza, è facile che la glicemia sia alta, in proporzione alla IAR che ancora dovrà agire. Per ovviare a questo inconveniente abbiamo aggiunto l’opzione “Glicemia non rilevata/Carboidrati extra”. In questo caso specifico, è improbabile che si torni a misurare la glicemia. Spuntando questa opzione la barra “Glicemia rilevata” si sposta forzatamente sul vostro livello target e ignora l’insulina attiva. La dose IAR suggerita corrisponde quindi alla dose IAR necessaria solo per coprire il nuovo apporto di carboidrati.

L’opzione “Glicemia non rilevata/Carboidrati extra” permette inoltre di gestire in modo sicuro le situazioni in cui non si è in grado di misurare il valore glicemico. Ai pazienti con diabete di tipo 1 consigliamo, di effettuare sempre il test glicemico prima di ogni pasto, di farlo ogni volta che sarà possibile, poiché fornisce un punto fermo in base a cui prendere decisioni. Non misurare la glicemia è un po’ come guidare con l’obiettivo di raggiungere una certa meta senza conoscere la propria posizione di partenza!

La domanda successiva è: che durata ha, effettivamente, l'azione di una dose di insulina ad azione rapida? I produttori di insulina pubblicano grafici stilizzati che riportano spesso dati medi, senza intervalli di confidenza al 95%, quindi non è mai dato sapere con certezza come un particolare tipo di insulina funzionerà sul singolo soggetto. Inoltre, raramente si capisce con esattezza se questi grafici mostrano la capacità dell’insulina di ridurre il livello di glucosio o se mostrano invece i livelli di insulina nel sangue, e questo potrebbe risultare in profili molto diversi fra loro. Ci sono inoltre alcune differenze fra i tre analoghi dell'insulina ad azione rapida attualmente disponibili (insulina lispro, aspart e glulisina). L’insulina glulisina sembra avere inizialmente una maggiore capacità di riduzione della glicemia, quindi una minore azione "di coda" o residua, tuttavia il significato di questa considerazione da un punto di vista clinico è ancora oggetto di dibattito.

Alcuni operatori sanitari utilizzano profili su 2 ore per IAR in pompe; tuttavia, la convinzione più diffusa è che, mediamente, tutti i nuovi analoghi insulinici ad azione rapida restino attivi per almeno cinque ore. Abbiamo esaminato i profili insulinici e, calcolando l’area al di sotto delle curve glicemiche, siamo arrivati ai profili su sei ore mostrati nella sezione “Aiuto” di RapidCalc, e cioè 15%, 30%, 25%, 15%, 10% e 5% per ciascuna delle sei ore. Il motivo di un'azione così limitata da parte della IAR nella prima ora sono i 15 minuti di latenza prima che si attivi dopo l’iniezione e la forma della curva glicemica. Molte persone utilizzano RapidCalc con ottimi risultati utilizzando un profilo su 4 ore, con il 30% di azione in ciascuna delle prime tre ore e il 10% nella quarta ora.

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Calcoli e formule utilizzati in RapidCalc

Calcolo della dose IAR suggerita

La dose di bolo IAR suggerita si compone di pasto, correzione e insulina attiva, come espresso nella seguente formula:

Dose IAR totale suggerita = Dose pasto + Dose correttiva – Insulina attiva

Segue una descrizione di ciascuna componente.

Dose pasto

La componente pasto della dose IAR ha lo scopo di compensare l’apporto di carboidrati programmato. Viene calcolata come segue:

Componente pasto = carb_ratio_attivo * apporto_carboidrati_progrmamato * (1 – riduzione_percentuale_attività_fisica)

laddove:

  • per carb_ratio_attivo si intende il rapporto insulina-carboidrati applicabile all’attuale ora del giorno.
  • per apporto_carboidrati_programmato si intende il valore relativo all’apporto di carboidrati programmato inserito.
  • per riduzione_percentuale_attività_fisica si intende la riduzione percentuale della dose in base all’attività fisica selezionata.

Dose correttiva

È la componente correttiva della dose IAR, la cui funzione consiste nell'abbassare una glicemia elevata riportandola al target attuale. Viene calcolata come segue:

Dose correttiva = ((glicemia_misurata – target_glicemico_attivo) / fattore_correttivo_attivo) * (1 – riduzione_percentuale_attività_fisica)

laddove:

  • per glicemia_misurata si intende la lettura glicemica inserita.
  • per target_glicemico_attivo si intende il livello glicemico riferito all’attuale ora del giorno.
  • per fattore_correttivo_attivo si intende il fattore correttivo riferito all’attuale ora del giorno.
  • per riduzione_percentuale_attività_fisica si intende la riduzione percentuale della dose in base all’attività fisica selezionata.

Insulina attiva

Da quando viene iniettata, una dose di insulina ad azione rapida impiega mediamente 15 minuti prima di diventare attiva nel flusso sanguigno e può rimanere in circolo fino a sei ore. La quantità di insulina ancora attiva nel sangue è detta insulina attiva (IOB). La velocità d’uso dell’insulina dipende da diversi fattori, fra cui il tipo di insulina e il metabolismo del singolo individuo. Il profilo personale di utilizzo dell’insulina dovrà essere impostato nei parametri di configurazione alla sezione “Profilo utilizzo insulina”.

Quando si calcola una dose di bolo è necessario tener conto dell’insulina attiva per evitare il rischio di sovradosaggio o di sovrapposizione delle dosi, possibili cause di ipoglicemia. L’insulina attiva viene calcolata aggiungendo l’insulina rimanente da ciascuna delle dosi assunte nelle ultime 6 ore (poiché l’insulina attiva rimane efficace al massimo per sei ore, i dati registrati in precedenza possono essere ignorati). Per ciascuna di queste dosi, l’insulina residua viene calcolata partendo dalla dose effettivamente assunta nel seguente modo: si presuppone che ogni dose rimanga efficace al massimo per sei ore, con una quantità di insulina configurata in base ad ogni singolo utente e che funziona ad una velocità lineare nell’ambito di ciascuno di questi sei periodi di un’ora in seguito all’assunzione della dose iniziale. Il calcolo considera una possibile latenza di 15 minuti prima che l’insulina iniettata inizi ad agire. Ad esempio, se la quantità utilizzata è il 30% nella prima ora e il 30% nella seconda ora, dopo 1,5 ore la quantità utilizzata sarà pari al 45% (quantità residua 55%).

Calcolo dell’emoglobina glicata (HbA1c) stimata

L’HbA1c serve per misurare la concentrazione di glucosio nel sangue per un lungo periodo di tempo. La misurazione viene effettuata in un laboratorio utilizzando un campione ematico, tuttavia il valore può essere stimato in base alle letture medie del vostro livello di glucosio nel sangue. L’HbA1c può essere misurata in valore percentuale o in unità di mmol/mol. La formula per calcolare l’HbA1c stimata in valore percentuale, partendo dai valori glicemici medi rilevati in mmol/L, è la seguente:

HbA1cpercent = ((18 * glicemia_mediammol/L) + 46.7) / 28.7

laddove:

  • per glicemia_media si intende la media di tutti i valori glicemici rilevati (stime escluse) espressa in mmol/L.
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